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News n° 73 - domenica 20 settembre 2009


Cari amici,
la morte di sei nostri giovani militari in Afganistan è stata giustamente chiamata "sacrificio". La morte è un sacrificio quando si mette la propria vita al servizio di un ideale. Sono i grandi ideali che nobilitano la vita umana. Senza di essi la vita scorre via priva di senso.

Oggi molti giovani sono senza ideali e "buttano via" la loro vita alla caccia di illusioni e di vanità. Le loro morti affollano e angosciano i nostri risvegli. Anche quando rimangono in vita, sono dei cadaveri ambulanti.

All'uomo non basta vivere. Ha bisogno di dare un senso alla vita. Ha bisogno di ragioni per impegnarsi, per spendersi e per sacrificarsi.

Quando la vita è illuminata da Dio, rivela tutta la sua bellezza e grandezza. Scopri che ha un valore e che ognuno ha una missione da compiere. Scopri che l'amore e il dono di sé riscatta la vita dalla banalità e dal vuoto.

La più grande sventura che ti possa capitare non è la morte, ma una vita senza significato. Cercalo nella luce di Gesù, che ha donato la sua vita per la salvezza del mondo.

Padre Livio
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In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.


Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato»

(dal Vangelo di Marco 9,30-37)
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Chi metterebbe al centro Gesù oggi? Chi abbraccerebbe in mezzo al gruppo dei discepoli che discutono di potere, di onori e (inevitabilmente) di soldi? Il suo gesto è altamente provocatorio, ma non si ferma ad una semplice denuncia di una mentalità sbagliata. Non solo insegna che “il primo sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”, ma lo fa concretamente anche con quel gesto che a noi forse sembra banale, ma a quel tempo non lo era. I bambini ai tempi di Gesù non potevano essere centro di discussione, ed era inconcepibile che un maestro perdesse tempo con loro. Basta ricordare quando gli apostoli scacciano i bambini che disturbano Gesù che sta insegnando.


Gesù compie quindi un gesto straordinariamente rivoluzionario, perché arriva a dire che accogliere un bambino è accogliere Dio stesso. Non è l’innocenza e purezza del bambino che Cristo ha in mente, ma il fatto di essere piccolo, insignificante e assolutamente debile per chi è in alto e adulto. Proprio per la sua piccolezza e apparente inutilità che il bambino abbracciato da Gesù diventa misura dell’incontro con Dio

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PARROCCHIA DI PREDAZZO




A V V I S I S E T T I M A N A L I


(20 settembre – 27 settembre)

Con domani (lunedì) l’orario del funerali viene anticipato alle ore 14.00, mentre rimane invariato l’orario della Messa feriale della sera ad ore 18.00



I genitori che chiedono il battesimo per i propri bambini sono invitati con i padrini all’incontro giovedì ad ore 20.45 in canonica
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ALCUNE NOTIZIE DAL BLOG DI PREDAZZO









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Un caro saluto a tutti e come al solito sono bene accetti commenti, suggerimenti, segnalazioni e notizie da mettere in circolazione per aiutarci a crescere insieme.





Ciao da Mauro M. e Fulvio C.

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