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News n° 74 - domenica 27 settembre 2009


In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.


Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.

Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

(dal Vangelo di Marco 9,38-48)
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Ci sono parole di Gesù che noi cristiani spesso diamo l’impressione di aver dimenticato o addirittura stravolto.


Mi riferisco in particolare alle parole contenute in questo passo del Vangelo di Marco, quando Gesù dice: “chi non è contro di noi è per noi…”.

Come spesso accade accostando la nostra vita con il Vangelo, anche qui siamo chiamati a rivedere il nostro modo di impostare la vita e le relazioni, sia dentro la comunità cristiana che nel mondo.

Chi non è contro… è per noi.

Anche se uno ha modi diversi, abitudini diverse… anche chi non fa le stesse nostre scelte di vita… anche chi ha scelto addirittura un modo diverso di credere e di vivere la propria fede… se non è contro di noi é “per noi”, cioè dalla stessa parte, e compie la nostra stessa missione.

Siamo così abituati a definire chi sta dentro e chi fuori, chi è come noi e chi non è come noi, che alla fine costruiamo una Chiesa fatta di muri alti e di continui cartelli di divieti e regole.

Se non sei “in questo modo”, se non hai la nostra tradizione, se non hai lo stesso linguaggio, le stesse abitudini… allora sei fuori e non sei dei nostri, sei contro di noi!

Questo succede nella Chiesa, ma succede anche nella vita sociale, nei gruppi di amici e in tutte le realtà che ci vedono insieme come uomini.

Gesù pensa diversamente. Ai suoi discepoli che vorrebbero l’esclusiva di essere i veri e unici rappresentanti del maestro, Gesù risponde allargando i confini del gruppo. Non sono le uniformi, non sono gli stessi comportamenti esteriori, non sono le tradizioni consolidate che dicono chi è con Gesù e chi contro. L’unico criterio di appartenenza al gruppo di amici e discepoli di Gesù sembra esser solamente la carità e il non esser apertamente contro.

Se uno fa un gesto di carità, anche piccolo come dare un bicchiere d’acqua, nello spirito di Gesù (“nel mio nome”), anche se non si riconosce apertamente come cristiano, anche se non frequenta l’incontro domenicale dei cristiani, anche se ha scelte di vita divers e lontane dal comune… anche lui è un discepolo e collabora alla causa comune di fare del mondo il Regno di Dio.
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Un caro saluto a tutti e come al solito sono bene accetti commenti, suggerimenti, segnalazioni e notizie da mettere in circolazione per aiutarci a crescere insieme.




Ciao da Mauro M. e Fulvio C.

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